MA IL PRIMO MAGGIO E' ANCORA "UN GIORNO PER CHI LOTTA CON CORAGGIO"?

Cari amici, care amiche,
Cari compagni, care compagne,

vi scrivo a titolo personale e non a nome del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), che se lo riterrà opportuno prenderà una propria posizione ufficiale separatamente.

Oggi, 1 maggio 2004, è accaduto un fatto increscioso, in cui burocrazia e spirito antidemocratico hanno messo a dura prova la voglia degli studenti di unirsi ai lavoratori.

Il SISA mi aveva chiesto di fare un discorso in piazza in cui si mettevano in evidenza le argomentazioni degli studenti sui referendum che siamo chiamati a votare fra due settimane, e si elencavano i principi della nostra linea politica e sindacale.

Sapevo che la VPOD, organizzatrice di questa edizione della festa del lavoro, aveva previsto l'intervento di quattro compagni. Ho richiesto al signor Graziano Pestoni uno spazio per dare voce agli studenti. Pestoni me lo ha negato: con un atteggiamento anche abbastanza brusco sono stato informato che

1. avrei dovuto annunciarmi telefonicamente in precedenza
2. che mancava il tempo
3. che avevano già selezionato loro i relatori.

Queste, in serie, le argomentazioni del segretario VPOD.

Ciononostante il rappresentante della comunità curda - che ha rifilato il solito discorso come fanno regolarmente ogni anno - benché non iscritto nell'elenco dei relatori, ha avuto il "privilegio" di leggere il suo saluto. Pestoni ha giustificato questa disparità di trattamento dicendo che loro sono dei - cito - "poveracci", presumo nel senso di disorganizzati. Non ho capito che cosa c'entri questo con il diritto degli studenti a dire due parole su un tema attuale così come non capisco proprio cosa costava aggiungere cinque-dieci minuti in più alla manifestazione.

Ho insistito facendo notare come i giovani siano già poco ascoltati dai media ufficiali, ma non ha sentito ragioni: Pestoni aveva probabilmente fretta di chiudere la giornata. Una giornata, occorre dire, che ha mobilitato un numero insignificante di persone e si è conclusa coi soliti discorsi che, senza offendere nessuno, molti hanno trovato cotti e stracotti.

Lo scorso anno il compagno Zanetti, che si occupava della moderazione degli interventi, dopo i discorsi ufficiali, ci ha concesso, a noi studenti e ad alcuni altri gruppi, di salutare i lavoratori in piazza. Ma Pestoni, di questo precedente non ne ha voluto sentire parlare.

In ogni manifestazione a cui ho preso parte, anche quella organizzata dagli elementi più settari, dopo la parte ufficiale si è sempre offerta la parola a coloro che, fra i manifestanti, avevano qualcosa da dire. Al 1° maggio della VPOD tale principio democratico non ha invece trovato applicazione.

Evidentemente noi del SISA siamo stati proprio degli ingenui buonisti, visto che in ognuna delle nostre manifestazioni (sciopero del 21 marzo e sciopero del 12 novembre) abbiamo sempre lasciato esprimersi gli attivisti di altri movimenti e in particolare i rappresentanti Vpod. Questi ultimi poi, alla fine, ci hanno pure spudoratamente fregato i meriti.

Inutile dire che le scuse relative al tempo non mi convincono affatto!

Ho provveduto a informare uno sconcertato Coordinamento del SISA di quanto avvenuto e non tarderò a rendere noto il fatto agli attivisti studenteschi di ogni sede scolastica.

Trovate in allegato il discorso approvato dal SISA che intendevo leggere oggi.

So che diffonderete questa vergognosa storia, offesa del movimento operaio e dell'unità fra studenti e lavoratori, affinché situazioni come questa non abbiano a verificarsi nuovamente.

Rinfrancato nelle mie convinzioni, vi saluto cordialmente.
 

Massimiliano Ay