14 - 19 ottobre

Svizzera, Portogallo, Francia e Social Forum Europeo di Londra

Giovani in cammino con la FESAL – E per un diverso, migliore domani

I giorni di metà ottobre hanno visto dispiegarsi in Europa molteplici iniziative promosse dei gruppi aderenti alla FESAL – E. In Portogallo Manuel Baptista e Paulo Amrósio proseguono i contatti e gli incontri per la diffusione del concetto di sindacalismo di base e alternativo e incoraggiando pratiche coerenti con i suoi principi. In Svizzera l'uscita del preventivo ticinese – con ulteriori tagli all'istruzione – ha colto preparati gli amici del SISA (Sindacato indipendente degli studenti e apprendisti) che insieme ai comitati di sede delle scuole, a gruppi giovanili e a diversi collettivi, hanno dato vita al Movimento Studentesco Unitario. Il quale come prima iniziativa ha dato fuoco ad una copia della legge finanziaria sotto le finestre del governo e procederà nel mese di novembre '04 con significative azioni volte a riportare la scuola al centro del dibattito, rivendicando la sua centralità per la società di domani. In Francia i colleghi di SUD Education che hanno dato vita al collettivo FESAL – E Francia si sono ritrovati per produrre alcuni documenti di natura pedagogica e riflettere in merito al ruolo della FESAL – E insieme a Stefano d'Errico, segretario nazionale di AltrascuolA Unicobas, François Chesnais, economista di Carré Rouge, Corinne Gobin della libera università di Bruxelles, Willi Hajek, sindacalista di Berlino. Quindi a Londra si è svolta la terza edizione del Forum Sociale Europeo. Come nelle due precedenti occasioni siamo stati presenti, siamo intervenuti sabato 16 ottobre nel forum alternativo al seminario promosso dall'Accademia Estiva di Analisi Culturali (CASA) di Amsterdam in vista della seconda edizione che si terrà a meta giugno 2005 e siamo stati presso la sede del forum ufficiale. Con Ole Erdmann e gli amici norvegesi abbiamo promosso il 2° Forum Europeo dell'Educazione che si terrà a Bergen (maggio 2005). Sono momenti collettivi importanti, luoghi affollati in cui esperienze, intelligenze, sensibilità, storie ed esperienze diverse si incontrano, si confrontano. Non tanto tuttavia nei seminari e nelle plenarie, in cui oratori scelti da tempo non aggiungono freschezza al dibattito, ma nei corridoi, nei saloni, sui bagnati prati all'aperto. Mai forum più di questo ha dimostrato come non i discorsi ufficiali siano importanti, ma i contatti estemporanei, gli incontri. I tanti giovani che continuano a frequentare questo momento annuale di ritrovo, lo praticano anzi tutto perché è l'occasione per incontrare altri giovani e con loro rivivere, magari con una birra in mano, un anno di lotte, le parole si accendono, vibrano, si scambiano rapide e divertite per le inevitabili complicazioni linguistiche che spesso generano buffe, momentanee incomprensioni. Negli ampi corridoi del forum ufficiale capisci, conosci che cosa accade nel Nord Europa, ascolti chi ha lavorato nel volontariato, scopri come si muovono i centri sociali greci. Tra tanti ragazze e ragazzi d'Europa e del mondo, anche del Burundi, è più semplice, diretto, immediato, raccontare della nascita e della crescita della FESAL –E, della passione che ci accomuna, dei ragazzi che a Milano, a Bellinzona e a Lubiana si riconoscono nella farfalla rossa che chiede spazi di cultura, rispetto della libertà d'insegnamento dei docenti e di apprendimento degli studenti. Alcuni egemonizzatori del Social Forum Europeo hanno poi trovato nel comitato inglese quella logica escludente nei loro confronti che loro per primi hanno praticato sin dai tempi di Firenze 2002 nei confronti di altri. Potrebbe sembrare una triste storia e forse in parte lo è, ma è solo un segnale, probabilmente neppure l'ultimo, di un'involuzione poco democratica di quei soggetti che in qualche modo intendono rivendicare un diritto di esclusività nella rappresentanza del movimento. Proprio a Londra invece il movimento ha dimostrato, ben lontano da queste logiche, non solo di sopravvivere benissimo ai presunti auto - proclamati padri putativi del movimento stesso, ma di vivere dell'entusiasmo che ci accomuna e ci permette di scambiare contatti, tessere solidarietà, riconoscere amici e compagni di viaggio in tanti, soprattutto giovani e giovanissimi, che intendono essere attivi e determinanti per un'Europa più giusta e solidale, autenticamente alternativa alle logiche dominati.

Milano, 3 novembre '04

Davide Rossi

Responsabile Relazioni Internazionali  l'AltrascuolA Unicobas e CIB UNICOBAS
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