Lisbona: FESAL – E progetto europeo di sindacalismo alternativo

di Davide Rossi

In una Lisbona colorata di garofani rossi per i trent'anni della Rivoluzione che ha posto fine alla più lunga dittatura europea (un sollevamento popolare iniziato in quel 25 aprile sulle note di "Grando la Villa Morena"), si è tenuto sabato 24 aprile un importante incontro con i colleghi, gli studenti e i lavoratori portoghesi interessati a promuovere un'esperienza di sindacalismo alternativo. Presso il centro di Studi Libertari e al contempo redazione del giornale "A Batalha", Unicobas l'AltrascuolA e CGT spagnola hanno discusso con gli amici lusitani le ragioni di un impegno costante a fianco dei lavoratori, che ci hanno portato a dare vita alla FESAL – E. Ci si è ritrovati d'accordo sull'importanza di un metodo che sia ispirato al più profondo rispetto delle diverse posizioni, che non abbia come obiettivi il cercare piccoli spazi di potere, ma sia capace del respiro necessario per una grande alternativa sociale e culturale. FESAL – E è il progetto iniziato negli incontri promossi dalla CGT nel 1998 e nel 2002 e che ha visto lo scorso settembre, nel duro attacco condotto contro la scuola dai ministri europei e dai sindacati della CES a Berlino, il momento più propizio per iniziare il suo cammino. Ad alcuni mesi di distanza il progetto è aperto e condiviso da quanti si stanno facendo partecipi – in un sempre più numeroso numero di nazioni - di un'azione concreta perché la democrazia in Europa non sia solo affermata a parole ma lo sia anche nei fatti, rispondendo alla costante riduzione dei diritti sindacali a partire da quello di sciopero o quello di assemblea, concesso ai soli sindacati concertativi che fanno riferimento all'anomalia storica del sindacato unico europeo CES. Identità si è riscontrata anche in merito alla diffusa mercificazione dei saperi, all'aumentata presenza di colleghi precari a cui si è risposto rivendicando l'importanza della scuola per l'intera società e dell'insegnamento e dell'apprendimento, chiamati a rispondere soltanto a criteri di libertà e non di mera contabilità economica. Angel Bosqued della CGT nazionale e Antonio Marruecos della CGT scuola dell'Andalusia hanno illustrato come un agire sindacale fatto di scelte condivise con i lavoratori sia la sola risposta possibile e come proprio il metodo dell'autorganizzazione stia crescendo in ogni angolo del continente. Manuel Baptista a nome del gruppo portoghese ha espresso la forte convinzione che sia tempo di organizzare una risposta realmente capace di alternativa anche a Lisbona e in tutto il paese. Concordi con lui giovani studenti come Sergio e Maria Joao o precari come Paulo promotore di vivaci forme di contestazione della politica scolastica locale. Non mancano a dare il loro contributo italiani come Pierfrancesco che hanno scelto il fascino delle terre lusitane come propria casa. Irene Franco Quintal, vedova di uno dei fondatori della F.A.I., sin dalla sua prima riunione avvenuta ad Evora nel '23 sorride, segno che generazioni diverse possono incontrarsi in un progetto capace di futuro.