Importante incontro a Lugano di coordinamento tra le realtà italiane e svizzere della FESAL – E, nuovo slancio, nuovi impegni, nuove lotte

di Massimiliano Arif Ay

Il 9 giugno 2004 si è svolto un incontro a Lugano (Svizzera) tra Davide Rossi (l'AltrascuolA Unicobas) e sei attivisti del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), entrambe le delegazioni a nome delle diverse realtà che in ciascuna delle due nazioni aderiscono alla FESAL –E. Diversi i temi in discussione, dibattuti in una piacevole giornata decisamente estiva e canicolare.

Si è valutato con attenzione, raggiungendo la massima disponibilità da entrambe le parti, per proporre Bellinzona come sede possibile per una prossima edizione del Forum Europeo dell'Educazione. Si è consapevoli dall'importanza della disponibilità degli attivisti in loco e il SISA sin da subito procederà contattando gli organi istituzionali e della protezione civile che garantiscano le necessarie strutture per ospitare i partecipanti e per garantire ai dibattito e alle plenarie spazi adeguati presso le scuole della capitale del cantone.

Si è preso conoscenza dell'adesione alla Federazione Europea del Sindacalismo Alternativo dell'Educazione (FESAL-E) di un Collettivo di insegnanti e studenti che si riferiscono al Centro Studi Libertari "A Batalha" di Lisbona (Portogallo) e di un Collettivo transfrontaliero italo-sloveno con una interessante presenza di studenti e insegnanti italiani e sloveni presenti tanto in Italia, quanto in Slovenia impegnato sui temi della valorizzazione della multiculturalità. Cresce quindi in Europa la volontà di favorire il sindacalismo di base e indipendente da burocrazie concertative e corporative.Importanti riflessioni si sono condotte in merito alla campagna piagnucolosa e corporativa dei docenti e dei loro sindacati che ha portato alla sconfitta, lo scorso 16 maggio, nei referendum ticinesi sulla legge della scuola. I referendum intendevano bocciare le misure adottate dal governo e dal parlamento di Bellinzona che hanno aumentato di un'ora l'onere di insegnamento dei docenti delle scuole medie, professionali e medio - superiori a parità di stipendio; e che ha dato il via al processo di abolizione dell'educazione al portamento (ginnastica correttiva).SISA e l'AltrascuolA Unicobas concordano nel ritenere che i docenti avrebbero dovuto dire di essere pronti a lavorare non solo una, ma anche due ore in più, purché si diminuissero gli allievi per classe (creando quindi posti di lavoro) e si evitasse di fare quella lunga lista di tagli che la VPOD (il sindacato concertativo) ha nascosto fingendo che i tagli alla scuola fossero solo quelli andati in votazione. In realtà la scure si sta abbattendo sull'istruzione, per questo il SISA ha dichiarato lo sciopero generale lo scorso 12 novembre (oltre alle astensioni dalle lezioni spontanee e coordinate autonomamente dai singoli comitati studenteschi di sede nel mese di ottobre). La gran parte dei tagli però non toccava direttamente il borsellino dei docenti e quindi sono caduti in secondo piano. È chiaro che sono la scuola pubblica e la cultura ad essere in pericolo, non i 5000 euro di stipendio mensile dei professori ticinesi. Senza dimenticare la riduzione del 2% all'anno per 4 anni del personale amministrativo (con la conseguente poca funzionalità di stamperie, segreterie e biblioteche); il blocco delle spese per gli ausiliari; il contenimento dei sussidi alle organizzazioni sociali e giovanili; solo per citare la parte più significativa di questo attacco alla scuola pubblica, che deve essere considerata invece un patrimonio collettivo della società. Il prossimo anno scolastico, a partire da settembre, vedrà sicuramente annunciati altri tagli. Sarà il momento di chiamare nuovamente alla mobilitazione gli studenti ticinesi. Per il SISA si preannuncia un secondo autunno d'impegno e di lotta, nel quale si dovrà essere in grado di andare oltre e con più forza rispetto al 12 novembre 2003. L'AltrascuolA Unicobas sottolinea come ugualmente la scuola italiana sia sotto attacco e come certamente il sindacato e gli studenti italiani della FESAL – E risponderanno con pronta decisione alla riapertura della scuola, per contrastare la riforma Moratti a tutti i livelli, compresa l'università, in questo caso in collaborazione con il Si Può – Orsa, la più importante realtà del sindacalismo universitario italiano, aderente alla FESAL – E e la CIB Unicobas università.

A conclusione della giornata si è incontrato José Domenech, licenziato per questioni politiche dalla confederazione concertativa FCTA per la quale ha lavorato da oltre trent'anni, fondatore di un sindacato dei consumatori e prossimamente di una nuova entità sindacale indipendente a cui fanno riferimento gli insegnanti ticinesi del collettivo FESAL – E.