Bolkestein, no grazie!

di Davide Rossi


Responsabile relazioni internazionali - CIB-Unicobas

Bolkestein, quasi Frenkestein, tra il comico e l'horror. Eppure questo commissario europeo aveva inventato due anni fa, la più geniale, diabolica e terribile delle novità, bloccare la libera circolazione delle persone e dei lavoratori, alla quale lo ribadiamo siamo favorevoli, ma permetterla, da una nazione ad un'altra, solo su richiesta del padronato e "mantenendo" i livelli giuridici del paese di origine, ovvero vieni dall'Estonia? Dopo la fine del comunismo la settimana lavorativa è passata da 35 a 50 ore senza permessi e con solo dieci giorni di ferie, quindi lavori 50 ore pure in Francia e non vai in ferie se non una settimana ad agosto. Ora, dopo le proteste, il parlamento europea l'ha corretta, ma non in meglio come dice la Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e i "sindacati" che vi aderiscono, ma in … peggio! È stato eliminato infatti il vincolo del paese di origine ma è stato introdotto un elemento molto negativo: la contrattazione individuale nel quadro delle norme nazionali, ovvero ogni singolo lavoratore è "libero" di contrattare/subire un accordo individuale peggiorativo del contratto nazionale. Furbi non è vero?! Per lavoratori e studenti è tempo di una duplice battaglia nella scuola e nel mondo del lavoro. Perché tutto nasce dalla crisi dell'Occidente che deve contenere il suo declino con conseguente peggioramento delle condizioni di vita, ai cui i più abbienti ovviamente non vogliono partecipare. Nasce così la Bolkestein che è figlia dell'Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS - GATS), secondo cui la scuola è ridotta a servizio mercificabile e non è più un'istituzione chiamata a promuovere cultura e a risponde ad un bisogno dell'uomo, sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti. Dobbiamo lottare per una scuola pubblica emancipata da qualunque forma di interesse e pressione, padronale o confessionale, consapevoli che sempre più, quando si confonde pubblico con statale, ci si trova nella deprecabile situazione in cui gli stati europei sono al servizio dei tagli voluti dalla globalizzazione. La Bolkestein ha quindi a che fare con la scuola, con il lavoro, con i concetti di pubblico e di statale. È bene che tutti ne siano informati. È bene iniziare a capire che "servizio statale" è un termine che ha cambiato significato, diventa un qualcosa da pagare e mettere sul mercato. Contro la direttiva Bolkestein, ma attenti alle parole.