SVIZZERA: I CAMMELLI NON PASCOLANO SUI MONTI
(ovvero di come si fa il gioco dell'oca partecipando su due tavoli a solo titolo opportunistico)

LETTERA AI MILITANTI DEL SISA - BELLINZONA, 14 DICEMBRE 2004

Care compagne, cari compagni,
vi scrivo in merito al presidio di fronte al parlamento organizzato per oggi dal Comitato unitario di cui fanno parte il Partito del Lavoro (PdL), il Movimento per il Socialismo (MPS), il sindacato UNIA, il sindacato della Comunicazione, e noi del SISA. Da quello che ho capito, ne faceva parte in precedenza anche il coordinamento cantonale anti-WTO , poi se ne era dissociato vedendo le reali intenzioni di certi compagni.
Il presidio aveva inizio alle ore 13.30 e doveva durare da ultima comunicazione fino alle 15.30 (comunicazione unilaterale di Matteo Pronzini, giustamente contestata a nostro nome da Nicola Barenco in un e-mail di ieri l'altro).
Non sono sicuro di quando sono arrivato io: penso saranno state le 14.00 circa. Non c'era già più lì nessuno (tranne sei compagni che si sono attardati).
Il presidio in sé è durato neanche una mezz'oretta con non più di venti persone. 
Già è discutibile fare un presidio a partire da quell'ora in cui la gente lavora o studia, e ancora più discutibile è non mantenerlo ad oltranza finché il granconsiglio non vota il preventivo, o perlomeno prevedere un'azione di impatto mediatico (appendere uno striscione sulle vetrate delle tribune del pubblico, ad esempio, fare un qualche minuto di fischi collettivi, o altro...).
Totalmente inaccettabile è quello di fare in fretta e furia un piccolo presidio limitato in tutti i sensi per farsi belli di fronte ai giornalisti e poi sbaraccare il campo.
Prendendo in considerazione che il PdL è un partito piccolo, che il suo presidente siede in parlamento e che i suoi militanti lavorano; e che il SISA si trova nella medesima situazione con la maggior parte dei ragazzi a scuola, gli unici che potevano essere presenti erano i sindacalisti legati al MPS. Quindi possiamo dire tranquillamente che il carro lo tiravano loro e si prendano quindi con serenità le loro responsabilità in questo fallimento.
Hanno stampato 20'000 volantoni A3 colorati (presumo a spese dei lavoratori) e visto che la data stampata era sbagliata (il parlamento aveva all'ultimo cambiato ordine del giorno) sono stati sostituiti da un altro volantino A4 monocromatico. Il volantinaggio è stato massiccio!
Ora, non si può aspettare che la popolazione scioperi per partecipare ad un presidio alle 13.30, e non è accettabile che prima non si parli di limiti e all'ultimo venga comunicato che il tutto termina in due orette.
La gente che è venuta in seguito, finito di lavorare o al termine delle lezioni cosa ha trovato? Una piazza vuota senza un solo striscione, senza un solo cane a presidiarla.
E se ieri o l'altro ieri è uscito sulla stampa un articolo che invitava al presidio dicendo che questo era capeggiato da MPS (senza citare tutte le altre realtà aderenti, noi compresi!), domani stiamo attenti a cosa diranno i giornali (e stasera i media): visto che presenti erano praticamente solo sindacalisti UNIA legati a MPS tutto verrà inglobato a loro!
E allora lasciatemi dire che qualcuno si è voluto far vedere combattivo e dopo la prima pubblicità ha levato le tende e tante grazie. Il ribellismo-estremismo fine a se stesso è tipico trotzkista, e oggi ne abbiamo avuto un esempio.
Ma non è tutto: il deputato socialista (che dovrebbe rappresentare l'ala massimalista), nonché segretario regionale di UNIA (ex-Sindacato Edilizia), Saverio Lurati, prima attacca il governo (diamo atto che è stato uno dei pochi a sinistra ad averlo fatto con coerenza!), ma poi che fa? Vota contro l'emendamento che voleva ridurre i tagli nella scuola, risparmiando sull'asfalto, andando contro l'unità della sinistra.
Come ha detto il compagno deputato Bill Arigoni: "preferisco avere buchi nelle strade, che non nelle teste dei nostri giovani" (oltre al fatto che coi soldi che circolano in quei settori non si corre proprio nessun rischio in tal senso!). Ma il collega Lurati non ha capito che il corporativismo stretto è il male del sindacalismo: Mettere sullo stesso piano pochi milioni di investimento in meno con un discorso di principio sul peggioramento di tutto il settore scolastico (compreso poi quello degli apprendisti che dovrebbe difendere) lo trovo veramente assurdo!
Queste alleanze sono tutte da ridiscutere, compagni! E sono il primo qui a dover fare autocritica, me ne rendo conto! Deluso ma non rassegnato! La scuola agli studenti, non al capitale!
Massimiliano Ay
Membro del Comitato del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA)