Primo Forum Iberico del sindacalismo alternativo

Guarda (Portogallo) 4 e 5 marzo '06

Il collettivo portoghese della FESAL – E cresce nelle lotte per la scuola e l'università

di Davide Rossi

responsabile relazioni internazionali UNICOBAS Italia

Guarda è il punto più alto del Portogallo, mille metri, vette innevate e percorse da un vento gagliardo e deciso che dominano la Serra de la Estrela, da cui nasce il fiume Mondego che poi attraversa Coimbra. A nord impetuoso il Douro raggiunge Porto, a sud il Tejo scorre sino alla torre di Belem di Lisboa.

Guarda, case antiche di antica pietra, terra di contadini che hanno cercato di domare zolle aspre e ruvide, di trasformare in pane la montagna che guarda le valli.

Qui è la quarta tappa di questo mio viaggio in Portogallo tra le realtà della FESAL – E. Viaggio che inizia a Lisboa ospite dell'amico Manuel Baptista che con determinazione e coraggio sta coordinando la nascita sotto la bandiera con la rossa farfalla della FESAL – E, del primo sindacato di base portoghese dalla fine della dittatura, compiutasi il 25 aprile '74 con la rivoluzione dei garofani sulle note di "Grandola Villa Morena!".

Manuel Baptista ha condotto con successo nel corso di febbraio la vittoriosa battaglia contro la chiusura della sua scuola, Joao do Castro, un istituto superiore che ha visto mobilitarsi genitori, docenti e studenti, uniti per difendere il diritto all'istruzione messo in discussione dal governo che intende accorpare le scuole, depauperando il territorio e vendendo le strutture a possibile riconversione turistica.

A Coimbra si legge sui muri "ganarà a contestação", vincerà la contestazione, la difesa del diritto allo studio, all'accesso universitario vengono difesi con determinazione nelle facoltà in cui è presente, attivo e partecipe delle lotte il sindacato studentesco libertario aderente alla FESAL - E. L'antica capitale e sede della sola università portoghese per lunghi secoli, dal 1309 al 1911, solo meno di cento anni fa infatti la prima repubblica permetterà la nascita degli atenei di Lisboa ed Evora, è colorata di striscioni e scritte, solo l'antichissima sede storica, che tutti chiamano Universidade, in parte oggi museo, in parte sede della facoltà di diritto, è priva di richiami alla lotta. Meraviglia dell'Universidade è la biblioteca settecentesca voluta da don Joao V, all'interno volumi in tutte lingue, manoscritti del grande Camoes, non solo le dense pagine epiche delle Lusiadi, ma anche i meno noti e affascinanti scritti d'amore.

A Porto, tra ponti spettacolari che uniscono la collinosa città, tra pioggia oceanica, minuta e battente, incontriamo Maria e Luisa, precarie ma non piegate alla logica terribile dell'insicurezza sociale, anzi decise a contribuire allo sviluppo della FESAL – E.

A Guarda, inerpicandoci per la Serra, raggiungiamo il gruppo coordinato da Goulart Medeiros. Qui, presso il teatro "Aquilo", mentre giungono numerose lavoratrici e lavoratori della CGT spagnola, prende avvio sabato pomeriggio il primo forum iberico del sindacalismo di base. È una bella sensazione, da moltissimo tempo non si svolge un incontro tra delegazioni sindacali alternative dei due paesi iberici, il pensiero, la memoria corrono alla remota data del 1923, a quell'incontro ad Evora che, per impulso tra gli altri del lusitano Quintal, ha permesso, quattro anni prima di Valencia, la nascita della Federazione Anarchica Iberica.

Bandiere e striscioni colorano di rosso e di nero il blu notte del teatro tra sedie, poltrone e divani, che si adattano al lavoro per gruppi e alla plenaria, alla conversazione libera e solidale. Molti studenti, portoghesi e spagnoli, di diverse università, alcuni presenti in Norvegia al secondo Forum Europeo dell'Educazione, ed è un incontrarsi nuovamente da un capo all'altro dell'Europa, con l'entusiasmo per una battaglia di civiltà, per la scuola, la cultura, la libertà.

I tre gruppi di lavoro vertono su "scuola e pedagogia alternativa", "ambiente", "globalizzazione", all'Unicobas è chiesto di coordinare il terzo gruppo. Dibattito ricco, intenso, vasto, proficuo, attento. Molti i compagni della CGT, tra cui la responsabile della segreteria per la donna. Nella sintesi per la plenaria raccogliamo cinque punti di convergenza:

  1. la battaglia per i diritti in Europa è la prima e più forte forma di solidarietà con il Sud del Mondo, ogni diritto perso nel vecchio continente è perso per tutta l'umanità.
  2. l'importanza delle parole, meglio "patrimonio pubblico" che servizio, servizio è parola acquisita dalla controparte con l'Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (AGCS - GATS), le parole concorrono al formarsi del pensiero, quindi grande attenzione.
  3. l'autorganizzazione dei lavoratori, a tutti i livelli e in ogni luogo, come forma di tutela e di difesa, ma anche di costruzione e di risposta all'aggressione liberista.
  4. moltiplicare i momenti di riflessione per essere consapevoli che da un lato il disequilibrio planetario non può essere accettato ma va contestato e occorre mettere in atto azioni concrete per ridurlo, dall'altro è opportuno promuovere anche in occidente modelli di vita alternativi, in modo non condizionati dagli stili consumisti.
  5. agire per un autentico recupero del rispetto e della solidarietà, attraverso una riflessione concreta che distingua in maniera inequivocabile le attività caritative da azioni tese a promuovere libertà, solidarietà, democrazia, concetti che sarebbe opportuno intendere nel loro significato proprio.

    Gli altri due gruppi di lavoro non hanno esposto una sintesi per punti. Il dibattito pedagogico ha rilevato le grandi difficoltà e resistenze, soprattutto in Portogallo, nel promuovere una pedagogia partecipata. Il gruppo sull'ambiente ha sottolineato l'importanza dei temi ecologici e di difesa dell'ecosistema come parte della battaglia sindacale.

    È stato approvato un documento dalla plenaria relativo alla scuola, per chiamare all'azione la FESAL – E europea nella seconda metà di maggio con azioni di sensibilizzazione in favore della scuola pubblica.

    Nella notte straordinario susseguirsi di note musicali in un concerto che ha chiuso con successo un incontro che merita di ripetersi.