l'AltrascuolA Unicobas
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Dalla Francia una chiaro segnale per lottare insieme nella costruzione di un'Europa sociale

Il voto francese di domenica 29 maggio '05 segna in maniera chiara che i francesi - e molti in Europa con loro, in ogni nazione sono favorevoli ad un progetto europeo e alla costruzione di un'Europa capace di essere soggetto importante del contesto mondiale, ma chiedono che le ragioni dello stare insieme, dalla Scandinavia al Mediterraneo, siano fondate sulla solidarietà e sui diritti.

La logica della Costituzione bocciata quasi dimenticava il patrimonio di civiltà di cui l'Europa stessa è portatrice, prevaleva nel testo respinto una logica liberista e tutta economicista, volta alla deregolamentazione dei rapporti di lavoro, alla riduzione delle tutele sociali, all'intromissione aziendalistica nella scuola con una mercificazione dei saperi, uno svilimento dei diritti dei lavoratori, chiamati, con la direttiva Bolkestein, ad accettare come armonizzazione legislativa europea le peggiori norme vigenti all'interno di alcuni dei 25 attuali paesi dell'Unione.

L'Europa è chiamata ad affermarsi come il soggetto politico di coloro che appartengono al suo spazio geografico, evidentemente accomunati da un comune interessi e progetti sociali ed economici.

Il senso di appartenenza all'Europa può nascere solo dal riconoscimento di alcuni valori irrinunciabili, che siamo chiamati a difendere, promuovere, allargare.

Il diritto al lavoro e ad un lavoro che non sia piegato alle logiche perversamente moderne dei "contratti a progetto", la tutela della salute, il diritto all'abitazione, il diritto ad una formazione che sia libera costruzione dei saperi, in scuole ed università che promuovano cultura partendo dal patrimonio umanistico e scientifico del continente.

Tra le rivendicazioni dei cittadini europei infine i diritti sindacali, diritto di assemblea, di sciopero, di consultazione, senza che il sindacato unico CES (Confederazione Europea dei Sindacati) avochi a sé solo l'esercizio di questi diritti, che vanno estesi ad ogni soggetto sindacale nazionale ed europeo che rappresenti i lavoratori attraverso l'autorganizzazione.

Crediamo quindi che risulti chiara la nostra scelta europea, ma all'interno di riferimenti ben più ampi e di più ampio respiro. Un'Europa in cui difendiamo e promuoviamo la libera circolazione delle persone e un più attento controllo della circolazione dei capitali.

Come l'AltrascuolA Unicobas e CIB Unicobas, impegnati nella costruzione della FESAL E (Federazione Europea del Sindacalismo Alternativo dell'Educazione), salutiamo con gioia la vittoria in Francia delle ragioni della solidarietà, auspichiamo un rinnovato impegno di tutto il sindacalismo di base perché una nuova Europa sociale possa nascere anche con il nostro contributo.

Roma, 1° giugno '05

Stefano d'Errico - segretario nazionale CIB Unicobas e l'AltrascuolA Unicobas

Davide Rossi responsabile relazioni internazionali CIB Unicobas e l'AltrascuolA Unicobas