F.E.S.AL. EDUCAZIONE nostro futuro comune

di Davide Rossi

Carissime compagne e carissimi compagni,

vi ringrazio tantissimo e di cuore perché mi permettete di intervenire al vostro congresso che credo fondamentale per i nuovi passi che insieme compiremo a difesa di quanto riteniamo importante: il futuro della scuola, dell'educazione, dei giovani in Europa. Come sapete sono il responsabile dei rapporti internazionali del mio sindacato, Unicobas Scuola, composto da quattromila lavoratori e ugualmente responsabile per il settore interprofessionale dell'Unicobas (tremila lavoratori) che si chiama Confederazione Italiana di Base, grazie anche alla vostra collaborazione coordino il gruppo scuola della Rete Sindacale Europea promosso dall'amica Annick Coupè del G10 Solidale, ma prima di tutto insegno a Milano in via Ariberto e solo grazie alla sensibilità della mia preside, dei miei colleghi, dei genitori dei miei alunni e dei miei alunni stessi posso essere qui oggi con voi.

Viviamo in Europa, e ora anche voi in Francia ve ne state facendo consapevoli, una preoccupante stagione di attacco ai diritti che credevamo inalienabili. La politica dell'Unione Europea in materia di educazione, formazione e ricerca è schiacciata dalla strategie e dagli interessi delle logiche liberiste. Tale orientamento si inasprisce ogni giorno e intende subordinare le diverse politiche nazionali dei paesi dell'Unione Europea. Si vogliono mettere sotto la dittatura del mercato e al servizio del capitale tutti i servizi e le attività essenziali, a cominciare dalla salute e dall'educazione. È scandaloso e inaccettabile, ma è questo l'obbiettivo della globalizzazione che promuove la deregolamentazione e l'abbattimento di tutte le conquiste costruite in anni di lotte dai lavoratori, vogliono che la scuola e l'università smettano di essere luoghi di cultura e vogliono che diventino laboratori per l'edificazione di nuovi individui preparati ad accettare la società del rischio e la precarietà a vita. Vorrebbero una società barbara, inumana, asociale, violenta, che contribuisca a legittimare un ritorno ad una repressione generalizzata contro i dissidenti, i contestatori, chi ha un'altra visione del mondo. Ma noi non lo accettiamo e non lo permetteremo. Dobbiamo allora essere lucidi nell'analisi, rapidi nel scegliere come rispondere a questa devastane offensiva, capaci di guardare oltre l'oggi per intravedere e capire il domani. Dobbiamo trovare le formule che meglio ci aiutino a rispondere, riuscendo anche ad essere propositivi. È oggi necessario, direi obbligatorio, mettersi in relazione in tutta Europa. Crediamo allora che sia necessario mobilitarci per dare vita ad una Federazione Europea del Sindacalismo Alternativo dell'Educazione. In questo senso abbiamo dato vita nel corso dell'incontro di Granada svoltosi dal 2 al 5 luglio l'anno passato ad un Coordinamento aperto, antiburocratico, alternativo, indipendente da qualunque partito o gruppo di pressione politico, ugualmente indipendente dalla Confederazione Europea dei Sindacati, la CES. Noi italiani pensiamo alla FESAL – E perché vediamo come le logiche peggiori della mercificazione dei saperi e della scuola stiano entrando in tutti sistemi scolastici nazionali, anche nella Francia che da sempre è stata capace di resistere, forte della sua tradizione fondata sulla laicità e sulle pari opportunità offerte a ciascuno studente. Pensiamo alla FESAL – E perché sappiamo che anche nella scuola europea è in atto un processo di precarizzazione delle forme di lavoro e noi, insieme a voi, perché insieme più forti, intendiamo assicurare la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, statali, privati, atipici, e attraverso questa difesa avanzare verso una società più giusta e democratica. In questo senso sono di particolare rilievo le conquiste relative alle libertà sindacali. Deve essere garantito a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori il diritto alla contrattazione collettiva. Noi italiani sappiamo bene che l'obbiettivo a breve scadenza sarà quello di imporre in Europa e anche in Francia una regolamentazione del diritto di sciopero e dei diritti di informazione, riunione, associazione, manifestazione secondo il nostro modello, ormai fondato in Italia su disparità, negazione della parola, multa pecuniaria in caso di sciopero fuori dalle date prefissate. La FESAL – E deve quindi assumersi l'importante compito di dare una voce unitaria alla richiesta inderogabile di pari diritti e dignità tra le forze sindacali. I diritti sindacali vanno rafforzati e allargati, non ridotti, rifiutiamo qualunque limitazione e l'assegnazione monopolistica di questi diritti ai sindacati concertativi.

Siamo consapevoli che tra i nostri amici europei, che nel corso del 2002 hanno contribuito con slancio alla costruzione degli importanti documenti sull'identità della FESAL – E, i due documenti di Granada che riteniamo validissimi e attualissimi, ci siano oggi problemi interni e nazionali che hanno affievolito non l'urgenza della creazione della FESAL – E ma la loro diretta partecipazione. Tutti noi siamo però consapevoli che come abbiamo deciso insieme a dicembre è importante procedere presto con iniziative che ci diano visibilità, forza, credibilità. Già nel corso dei prossimi trenta giorni saremo insieme a Evian per il contro G8, realizzando in collaborazione con l'Ecole Emancipèe un momento di dibattito, quindi saremo ricevuti al Parlamento Europeo per illustrare le nostre ragioni, quelle che sto cercando di riassumervi in questo mio intervento. Luglio quindi deve vederci pronti e procedere nella tappa successiva: la costituzione della FESAL – E, che vede allargarsi a contatti nuovi nell'Europa orientale e in Germania. Noi crediamo davvero nello spirito originario del nostro progetto, ovvero nell'idea che insegnanti di tutta Europa si mettano insieme per rivendicare l'importanza e la centralità dell'educazione nel futuro del continente. Perché la libertà di insegnamento, ovvero la nostra libertà di decidere senza che i ministri ci impongono le interpretazioni storiche o gli autori della letteratura da affrontare in classe, la libertà d'apprendimento, perché le ragazze e i ragazzi non devono essere limitati nelle loro capacità di ricerca, sono il fondamento del nostro agire comune e il nostro orizzonte. Pensate che in Italia il ministro Letizia Moratti vuole impedire a noi insegnanti, attraverso quiz strutturati per gli studenti, di insegnare che Spartaco si ribellò nella Roma antica alla schiavitù e che Cristoforo Colombo ha conquistato e non scoperto l'America, se è vero che quella conquista ha significato settanta milioni di morti uccisi dagli europei. Libertà allora, libertà come paradigma più grande della nostra opera di promozione culturale. Libertà d'insegnamento come idea nuova, capace di assorbire e superare l'autogestione pedagogica.

Con la libertà d'insegnamento un secondo tema deve caratterizzare la FESAL – E al suo nascere: è il ruolo unico docente, ovvero uguale orario di servizio e uguale salario per tutti gli insegnanti europei in ogni ordine e grado di scuola. Questa insieme alla libertà d'insegnamento la nostra proposta forte, fondativi, mai disgiunta dal pieno rispetto dei diritti sindacali. Lotta per il ruolo unico docente significa pieno riconoscimento in tutta l'Unione Europea dell'importanza della nostra azione educativa e quindi garantire agli insegnanti che ancora non ne usufruiscono l'accesso gratuito a mostre e musei ed un assegno mensile per l'acquisto di libri e di materiale didattico. Una FESAL – E che nasce fondata su una forte valorizzazione e considerazione di quanti lavorano nella scuola, per una diversa società, più giusta e capace di offrire parità di opportunità e quindi uguaglianza di possibilità a tutte le nuove generazioni. Nel costituire la FESAL –E dobbiamo pensare a trovare una formula per aiutare i tanti amici che in Europa vivono come noi la difficile stagione dell'attacco liberista all'educazione. I primi amici a cui dobbiamo andare incontro sono coloro che hanno lavorato con noi in questo anno ma probabilmente non riusciranno ad essere con noi a luglio. Come fare? La soluzione è rimanere fedeli all'idea che ci siamo dati, la FESAL – E è una federazione - prima ancora che di sindacati - del sindacalismo alternativo, aperta e libera e in quanto progetto di donne e uomini liberi e forti a luglio non come sindacati, ma come lavoratori della scuola delle diverse nazioni d'Europa costituiremo la FESAL – E. Ciascuna e ciascuno di noi tornerà nel proprio paese con la consapevolezza che un ulteriore passo non più rinviabile dopo l'anno trascorso e le nuvole che si addensano sul nostro futuro è stato compiuto, che la FESAL - E libera e aperta è l'inizio della riscossa per il mondo dell'educazione. Le insegnanti e gli insegnanti che vi aderiranno proporranno il nostro progetto ai loro colleghi, in ogni scuola e se sono iscritti ad un sindacato lo proporranno al loro sindacato, agli organismi dirigenti che lo rappresentano, perché aderiscano alla FESAL – E. Una FESAL – E che nasce come incontro di donne e di uomini che vivono ogni giorno la scuola con entusiasmo e passione, un progetto promosso da persone consapevoli, libero e proprio perché libero, aperto ai sindacati che vi si riconoscano. Dispieghiamo le ali, siamo coraggiosi, facciamo quanto è necessario. Liberando energie ed intelligenze, con il contributo di tutti e di ciascuno cresceremo rapidamente. Potremo intanto presentarci con rinnovata autorevolezza in quegli incontri internazionali nei quali è opportuno che la nostra voce si senta, a partire dal Social Forum Europeo di Saint Denis a novembre.

Crediamo che sia importante trovare un simbolo per la FESAL – E. Sappiamo che alcuni tra voi non amano la farfalla rossa in campo nero che abbiamo proposto, discutiamone insieme, ma cerchiamo un simbolo comune che ci rappresenti, nella società contemporanea i simboli sono utili perché permettono di distinguersi facendosi riconoscere. Noi abbiamo pensato ad una farfalla perché abbiamo guardato il cielo ed "Ercole" è la costellazione a forma di farfalla, pensate oltre un milione di stelle, la farfalla nella mitologia è poi la rappresentazione di Psiche e quindi un simbolo che è al contempo richiamo alla forza e alla libertà dell'intelligenza. Certo siamo affezionati a questa farfalla che ormai è conosciuta dai nostri iscritti italiani già da qualche mese, ma ripeto discutiamone, forse per la FESAL – E è più adatta una vela. Ricorderete come è nata la prima vela della storia, almeno così ci tramandano gli antichi egizi. Si dice che gli uomini timorosi non ne avevano conoscenza ma la dea Iside comparsa sulle fertili sponde del Nilo chiese un giorno un passaggio a due barcaioli, ebbene incominciò a piovere e gli uomini si volevano fermare, rinunciare, ma ecco di nuovo il sole, eppure loro ostinati insistevano per desistere, abbandonare la traversata. Iside allora si tolse il mantello li invitò a levare i remi dall'acqua, l'imbarcazione si fermò, ma Iside legò il mantello ai remi e il vento, forte e libero, li trasportò veloci a destinazione. Anche noi allora, forti e liberi, non rinunciamo, non abbandoniamo il progetto della FESAL – E, alziamo i remi, ma non in segno di resa, alziamoli alla ricerca del vento e voliamo insieme, voliamo alto, difendiamo la cultura e l'educazione. Ma ricordiamoci bene che noi non abbiamo bisogno del mantello di una divinità antica, le nostre intelligenze, il nostro entusiasmo, la nostra passione hanno creato la FESAL – E, procediamo insieme forti e liberi alla sua costituzione.

Le nostre regole saranno la partecipazione e la democrazia diretta, affronteremo insieme i problemi che ci si presenteranno, questa sarà la nostra pratica quotidiana, il nostro metodo decisionale. La solidarietà, la cooperazione ed il reciproco aiuto tra tutti noi e verso tutti i lavoratori la nostra azione. Perché il nostro obiettivo è un'altra scuola per un'altra società, una nuova società improntata a valori di giustizia, d'uguaglianza e di libertà, di coscienza ecologica e di rispetto per la diversità di genere. Sappiamo che verremo giudicati in base a quanto saremo coerenti con i nostri propositi, ma possiamo già affermare che i nostri pensieri e le nostre parole coincideranno con i nostri comportamenti. Perché noi siamo mossi da onestà e trasparenza e vogliamo essere elemento d'incontro tra tutte le energie creative che, nel massimo rispetto reciproco, vogliano percorrere con noi una strada comune. Vogliamo riunire intelligenze ed esperienze diverse per costruire un autentico movimento sociale di donne e di uomini che non si riconoscano nelle logiche liberiste. Sappiamo che con la lotta si possono ottenere dei cambiamenti fondamentali a favore della scuola, una scuola come noi la immaginiamo: laica, pubblica, di tutti e per tutti, che valorizza l'approccio e il pensiero critico, una scuola al servizio dell'essere umano. Sappiamo che l'educazione dei giovani è un bene comune e un diritto fondamentale, caratterizzato dall'uguaglianza, dalla gratuità, dal rifiuto del dominio. La nostra azione non potrà limitarsi a rivendicare meno alunni per classe, la fine del precariato e nuovi docenti titolari e maggiori investimenti. Noi auspichiamo lo svilupparsi di un movimento forte che rivendichi con noi libertà d'insegnamento, ruolo unico docente, rispetto dei diritti sindacali. La nostra è la voce di coloro che vogliono mettere in pratica un'altra scuola, un'altra società, un altro mondo.

Congresso di SUD EDUCATION - Lorient, Bretagna – Francia - 15 maggio 2003