Insieme per il dialogo tra cultura italiana e slovena

di Davide Rossi

Dopo l'importante incontro di maggio presso il liceo Preseren, che ha visto insegnanti italiani e sloveni discutere insieme del futuro della scuola in Europa, alcuni dei partecipanti hanno deciso di procede in un comune lavoro che possa vedere italiani e sloveni delle due nazioni interagire per una sempre maggiore comprensione reciproca. Una collaborazione culturale che vuole unire Trieste e Lubiana e nasce dalla convinzione che solo trovando momenti di riflessione e di confronto sia possibile superare tensioni e incomprensioni ancora esistenti in questa interessante e al contempo affascinante terra in cui i popoli si incontrano lungo un confine che la storia ha reso da sempre complesso.

Alcuni di questi insegnanti si riconoscono nel progetto della Federazione Europea del Sindacalismo Alternativo dell'Educazione (FESAL – E), nata dalla condivisione dei temi e azioni che vedono già studenti e insegnanti di ben sei paesi europei (Francia, Italia, Svizzera, Portogallo, Germania e Spagna), con contatti in Olanda, uniti nell'impegno per restituire centralità alla scuola, che deve tornare ad essere patrimonio dell'intera società, luogo di promozione di cultura e non servizio mercificabile costretto dentro logiche aziendalistiche, come vorrebbero i ministri europei dell'educazione piegati alla logica del GATS (accordo generale sul commercio dei servizi). La scuola infatti deve valorizzare la libertà d'insegnamento dei docenti e la libertà d'apprendimento degli studenti, non mortificarle, assistiamo infatti ad una crescente intromissione di sistemi di valutazione che hanno in realtà come fine quello di impedire che studenti e insegnanti, nel confronto e nella ricerca, costruiscano i saperi indispensabili, a partire da quelli critici, per affrontare la società di domani. Ulteriore motivo d'impegno della FESAL – E è il rispetto dei diritti sindacali, fondamentale elemento di democrazia e di pluralità in una Europa unita in cui rischiano di imporsi le logiche di tagli e riduzione della scuola "a quiz", sottoscritte dal sindacato unico europeo CES (Confederazione Europea dei Sindacati, a cui appartengono CGIL, CISL e UIL) riunitosi insieme ai ministri europei dell'educazione nel settembre 2003 a Berlino, un sindacato unico che è una vera e propria anomalia a per un sistema democratico. Tale respiro europeo vedrà i partecipanti della FESAL – E presenti a diverse iniziative nel corso dell'anno scolastico, in particolare saranno presenti al secondo Forum Europeo dell'Educazione che si svolgerà nel maggio 2005 a Bergen in Norvegia.

Il lavoro unitario tra insegnanti sloveni e italiani si focalizzerà per quest'anno su alcni temi, a partire dalla libertà d'insegnamento e di apprendimento, si intende infatti valorizzare la straordinaria opportunità di vivere in una terra ricca di storie e culture diverse. Alla logica della contrapposizione debbono infatti sostituirsi il dialogo e la reciproca conoscenza.

La professoressa Tiziana Tositti, segretaria provinciale del sindacato l'AltrascuolA Unicobas ritiene fondamentale valorizzare la lingua e la cultura slovena nelle scuole italiane di Trieste, un primo passo in questo senso è di avanzare la richiesta all'Ufficio Scolastico Regionale Sloveno per la chiusura nell'anno scolastico 2005/06 delle scuole di lingua slovena in occasione dell'8 febbraio (quest'anno è il martedì di carnevale), festa e memoria del poeta Preseren, e la concomitante apertura delle classi italiane a quei docenti sloveni che vogliano cogliere l'occasione per presentare le opere letterarie e il legame di Trieste con la cultura slovena.

Tiziana Tositti sottolinea in oltre come l'introduzione dello studio di una seconda lingua comunitaria nella scuola media debba vedere Trieste impegnata nella promozione della lingua slovena, oggi una delle lingue dell'Unione Europea. Per aprile del prossimo anno è in progetto a Trieste, a cura degli insegnanti, una giornata di aggiornamento per i docenti sul tema: "Bandiere al vento, bandiere nella scuola: come si impara attraverso i simboli", un'occasione per confrontare esperienze e avanzare riflessioni tra una storia e una attualità molto prossime alla realtà triestina.

Contatti inoltre si stanno avviando con gli studenti dell'università di Lubiana. Un cammino quindi aperto ai contributi e alla disponibilità di quanti non hanno perso il gusto per confrontarsi, per cercare strade nuove capaci di coniugare l'impegno e la passione per un domani migliore.