Piattaforma rivendicativa, proposta dai sindacati CGT-Ensenanza (Spagna), CNT-Education (Francia), SAC (Svezia), STEs (Spagna), SUD-Education (Francia), e Unicobas scuola (Italia), riuniti dal 2 all’8 Luglio 1998 a Granada, contro la precarizzazione del posto di lavoro, per la difesa dell’insegnamento e per una istruzione pubblica alternativa.


L’offensiva condotta dall’Unione Monetaria Europea e l’imposizione di criteri convergenti inscritti nei trattati di Maastricth e di Amsterdam, conducono implicitamente a un processo di adattamento dei nostri sistemi educativi alle nuove esigenze del mercato. Tutto ciò favorisce interessi che non coincidono con quelli della maggioranza della popolazione.


“L’educazione deve essere considerata come un servizio prestato al mondo economico”.

(“Una educazione europea, verso una società che insegna”: rapporto della Tavola Rotonda degli industriali Europei, Febbraio 1995).


Al di là della diversità apparente di riforme e progetti, constatiamo una convergenza: si tende ad instaurare un sistema educativo fatto su misura per i bisogni in rapida evoluzione del capitalismo rampante.

Per reagire, in tempi brevi, sia sul piano della difesa della qualità dell’istruzione sia su quello delle condizioni di lavoro del personale: per difendere, in tempi lunghi, uguaglianza e pari opportunità per tutti e una formazione dei singoli individui che li renda capaci di resistere ai miraggi dello sfruttamento e della manipolazione sociale, presentiamo delle rivedicazioni precise:

- Rifiuto totale del finanziamento dell’istruzione privata attraverso fondi pubblici.

- Difesa (dalla scuola sino all’Università) dell’insegnamento pubblico e laico per una società egualitaria, giusta e solidale; instaurazione di una formazione degna ed efficace per tutti gli alunni. Utilizzazione, nella scuola di tutti, di una pedagogia di sostegno in tutti i casi che denotino difficoltà, marginalizzazione, esclusione sociale ed handicap.

- Formazione Universitaria unica e remunerata di tutti gli insegnanti. Creazione di un ruolo unico docente (fuori dall’Università), sulla base del migliore Statuto Pubblico dell’istruzione Secondaria in Europa, con lo stesso salario e lo stesso orario. Rivalorizzazione della funzione docente, dalla scuola dell’infanzia all’Università. Facilitare il passaggio dei docenti non universitari all’Università e alla Ricerca.

- Rivalutazione generale dei salari e delle condizioni di lavoro del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario.

- Riduzione del tempo di lavoro, contro la flessibilità, la precarizzazione e la mobilità imposte, per tutto il personale della scuola.

- Assunzione immediata del personale precario che lavora negli edifici scolastici e nei centri dipendenti da qualsiasi organismo pubblico.

- I contenuti culturali e la pedagogia, perché se ne garantisca la qualità, necessitano di maggiori risorse umane e materiali che permettano la diminuzione del numero di studenti per classe e la realizzazione di progetti di didattica individualizzata e di sostegno sistematico.

- Contro la privatizzazione, i tagli e la politica degli appalti, mantenimento e progressivo aumento dei servizi scolastici complementari (mense, trasporti, etc.), con l’assunzione del personale pubblico necessario.

- Adattamento ai nuovi bisogni pedagogici scolastici grazie al reclutamento dei docenti di scuola pubblica necessari e senza alcun aumento d’orario.

- Opposizione alla sottomissione della formazione, soprattuttto di quella professionale, alla politica di destrutturazione del mercato del lavoro, introdotta con la logica neo-liberista, che favorisce la speculazione finanziaria e i profitti delle imprese e degli azionisti, sopprimendo i posti di lavoro stabili.

- Organizzazione egualitaria, antisessista e democratica della gestione dell’istruzione da parte della comunità scolastica: insegnanti, genitori, alunni e personale ATA, in modo paritario ma nel rispetto dei ruoli di ciascuno. Tale organizzazione deve fondarsi ugualmente su una pedagogia antiautoritaria ed interculturale.

- Per il riconoscimento agli studenti del diritto di associazione, rivendicazione, negoziazione, in modo temporaneo e/o permanente, del diritto di riunione, assemblea e di sciopero.

- Difesa dell’universalità dell’insegnamento, qualunque sia il reddito degli alunni. Garanzia del diritto all’educazione per tutti gli immigrati, con documenti regolari o meno. Integrazione delle minoranze nel rispetto della loro identità culturale. Lotta contro il lavoro minorile e l’evasione scolastica.

- Opposizione alla gerarchia e all’autoritarismo, a qualsiasi forma di “management”, al concetto di dirigenza ed alla logica aziendalista in tutte le sue forme, nella gestione delle scuole.

- Opposizione all’introduzione di polizia ed esercito ed a qualsiasi interferenza nella vita scolastica.

- Rifiuto del monopolio della rappresentatività sindacale dato dagli stati ai soli sindacati istituzionali (legge “ bassanini” in Italia, legge “Perben” in Francia, legge “LOLS” in Spagna), cosa che mira ad impedire lo sviluppo del sindacalismo alternativo.


Siamo per una Scuola Pubblica per tutti e di tutti, a disposizione in ogni momento della vita.

Il ruolo della scuola non può limitarsi ad una generica “socializzazione”, ne alla trasmissione di minimi culturali, o alla riproduzione del feticismo dell’iper-specializzazione professionale. La scuola deve sviluppare, senza discriminazioni fra sapere manuale ed intellettuale, uno spirito critico che permetta a tutti di discernere fra le contraddizioni e decodificare i messaggi di una società sempre più complessa e disegualitaria. La cultura non può essere intesa come una semplice mercanzia al servizio della selezione sociale e dell’ideologia neo-liberista.

Al contrario, la scuola deve offrire a tutti contenuti culturali ben superiori ad un sapere minimo e frammentario. La scuola deve favorire l’emancipazione culturale individuale e collettiva.

Per noi si tratta di agire per mettere realmente in pratica questi valori, che sono stati intenzionalmente svalutati attraverso la pratica dell’esclusione sociale dei nostri differenti apparati statali.

Vogliamo un’altra Scuola, un’altra società, un’altra Europa in un mondo solidale.


CGT (Spagna); CNT-Education (Francia); SAC (Svezia); STEs (Spagna); SUD-Education (Francia); Unicobas Scuola (Italia)